L'orizzonte che si perde lontano invita a guardare oltre. I cespugli, le montagne, i sassi in primo piano rivelano atmosfere in cui la natura racconta di sé. Parlano le foglie, gli sterpi cresciuti liberi, i fiori rossi della campagna, gli specchi d'acqua. Ci dicono che quel mondo è bellissimo, le nuvole si confondono con le cime degli alberi e una leggera brezza rinfresca la pelle e lo spirito. Le opere di Ferruccio Marinosci hanno bisogno di pochi commenti, ciascuno può ritrovare nei paesaggi e nelle distese dipinte sulla tela un luogo vicino a ricordi reali o vivo nella propria immaginazione. Sono luoghi veri o di fantasia? Poco importa. Sulla terra o nell'anima sono "atmosfere incontaminate", come dice il titolo della mostra, dove ci si può rifugiare. Spazi aperti dove tirare un lungo sospiro di sollievo. La pittura di Marinosci si inserisce nell' ambito della figurazione contemporanea dove spazio, luce e colore sono elementi fondamentali. I "campi lunghi" l'orizzonte spesso alto, determinano l'ampiezza e la profondità del primo elemento. Uno spazio che lascia libera l'interpretazione del fruitore; questo senso di libertà pervade tutta l'opera di Marinosci. Vi è poi la ricerca della luce, con tagli orizzontali di estrema nitidezza ed intensità che danno vita e volume a quello spazio. La fusione di questi due elementi chiama in gioco l' ultima componente: il colore. Ferruccio Marinosci presenta gli ultimi lavori inediti alla mostra "Atmosfere incontaminate" allestita dal 7 al 22 maggio 2011 allo Spazio Zero di Gallarate, organizzata da Metamusa arte ed eventi culturali.